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Ambrogio Vivai - Leno (Brescia): Gin Pent, Catambra (la pianta antizanzare), Stevia

Ambrogio Vivai - Leno

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Gin Pent / Qualità antiossidanti

Azione antiossidante

Secondo la ricerca all'Università di Loma Linda in California: "si stanno raccogliendo le prove che il danno di ossidazione causato dai radicali liberi sui lipidi della membrana delle cellule e le molecole biologiche è strettamente collegato ad una serie di malattie quali il cancro, l'aterosclerosi, il diabete, le lesioni ischemiche, le affezioni epatiche, l'artrite, l'infiammazione ed i processi regressivi dell'invecchiamento".

L'azione antiossidante dei gipenosidi ha attratto molto l'attenzione degli scienziati ed è stato confermato da molti studi di ricerca. I risultati degli esperimenti di laboratorio che seguono indicano che il loro grande effetto antiossidante può essere utile nella prevenzione e nel trattamento di varie malattie quali l'aterosclerosi, le affezioni epatiche e l'infiammazione. Con le prove sugli animali, gli scienziati hanno trovato che i gipenosidi hanno protetto gli animali da laboratorio dai vari generi di danni ossidativi che sono stati indotti dall'introduzione dei radicali liberi. Inoltre è stato individuato anche un effetto anti-senilità dei gipenosidi, per la diretta correlazione fra la riduzione dei danni indotti dai radicali liberi e il ritardo del processo di invecchiamento. Sulla base dei risultati sugli esseri umani, i gipenosidi sono usati per trattare le infiammazioni, l'ischemia, l'infarto cardiaco e cerebrale.

Esperimenti di laboratorio

Li Lin, ed altri dell'Università di Loma Linda (California) hanno studiato l'effetto antiossidante dei gipenosidi usando vari modelli di stress ossidativo in fagociti, microsomi del fegato e cellule endoteliali vascolari. Gli autori hanno scoperto che i gipenosidi sono in grado di diminuire nei neutrofili umani gli anioni del superossido e del perossido di idrogeno e di ridurre la formazione ossidativa chemioluminescente innescata da zymosan nei monociti umani ed nei macrofagi murini. Un aumento di perossidazione dei lipidi indotto da Fe2+/cysteine, da ascorbate/NADPh o dal perossido di idrogeno in microsomi del fegato e cellule endoteliali vascolari è stato inibito dai gipenosidi. Inoltre è stato trovato che i gipenosidi hanno protetto le membrane cellulari dal danno ossidativo, ripristinando la fluidità della membrana dei microsomi e dei mitocondri del fegato, aumentando l'attività degli enzimi mitocondriali delle cellule endoteliali vascolari e rallentando la perdita intracellulare della lattico-deidrogenasi.

Studi su animali

Dai ed altri dell'Università medica di Guiyang hanno trovato che i gipenosidi potrebbero aumentare l'attività della superossidodismutasi (SOD) ed abbassare il contenuto di MDA del tessuto cerebrale del topo affetto da fluorosi cronica, in cui l'attività della SOD del tessuto cerebrale risulta diminuita ed l'MDA aumentato rispetto al normale. Cheng ed altri inoltre hanno trovato che in topi con fluorosi cronica, la diminuita attività della SOD e l'aumento di MDA del tessuto renale è stato riportato alla normalità con l'assunzione di gipenosidi per tre mesi.

Prove Cliniche

Uno studio dell'Università medica di Guiyang su 80 pazienti con fluorosi endemica ha evidenziato che una dose 10ml di una associazione di gipenosidi/Danshen (Salvia miltiorrhiza) aumenta la SOD degli eritrociti e abbassa il tasso nel siero di MDA. Nel loro studio, i pazienti, di età compresa tra i 42 e i 55 anni, sono stati divisi in 3 gruppi:

I risultati hanno indicato che nei pazienti con fluorosi cronica, la SOD dell'eritrocita risulta abbassata ed il tasso nel siero di MDA è più alto rispetto alle persone normali e in buona salute. Dopo la somministrazione per via orale della associazione gypenosidi/Danshen per 5 mesi, la SOD eritrocitaria era aumentata da 847+/-214 ng/mgHb a 1136+/-203 ng/mgHg (P < 0.05); e il tasso sierico di MDA ridotto da 0.168+/-0.018 OD535/0.5ml a 0.136+/-0.023 OD535/0.5ml (P<0.05).

I pazienti che avevano assunto Borax / succo di Kiwi o semplice succo di Kiwi come placebo non mostrarono una significativa variazione del livello della SOD negli eritrociti e del tasso serico di MDA.

I risultati indicano che i gipenosidi sono in grado di aumentare la SOD e di diminuire il tasso serico di MDA in pazienti affetti da fluorosi cronica endemica,laddove la prima è abbassata e la seconda aumentata a causa dell'intossicazione da fluoro.

Un altro studio su 610 persone in buona salute, di età 50-90 anni, ha confrontato gli effetti della Ginpent ® paragonato ad un gruppo di controllo di giovani di età tra 14 e 17 anni. E' stato visto che con l'aumento dell'età il livello della SOD del siero diminuisce mentre aumenta quello della MDA. La somministrazione per via orale di una miscela di gipenosidi/Danshen 10 ml due volte al giorno, consecutivamente per 1 mese, ha aumentato il livello della SOD ed ha fatto diminuire il tasso di MDA fino ai livelli normali dei giovani. I dati hanno mostrato: nel gruppo di anni 70-90, in una diminuzione 21,4% in siero MDA ed un aumento 282,8% del SOD del siero; nel gruppo di anni 50-69, in una diminuzione del 15,6% dell'MDA ed un aumento 116,1% della SOD; e nel gruppo di anni 14-17 (controllo), nessuna differenza significativa nel livello del siero MDA o nel livello della SOD.

Per chiarire se la suddetta azione antiossidante fosse dovuta al Danshen o no, il gruppo medico dell'università di Guiyang ha svolto un ulteriore studio con Danshen su 20 pazienti con il fluorosi e 20 persone in buona salute di età tra i 55 e i 70 anni. Con l'assunzione di Danshen, 100mg/ml due volte al giorno per un mese, sia i pazienti che le persone anziane in buona salute non hanno mostrato nessun aumento del SOD dell'eritrocita, pur evidenziando un soddisfacente abbassamento dell'MDA. I risultati indicano che il Danshen (Salvia miltiorrhiza) esplica un effetto antiossidante sinergico con i gypenosidi, ma che la sua specifica azione antiossidante non consiste nella stimolazione della sintesi di SOD, bensì nell'abbassamento dell'MDA.

I risultati di questi due studi clinici hanno indicato che i gipenosidi sono in grado di aumentare la produzione endogena di SOD, che neutralizza i radicali liberi, impedendo in tal modo la perossidazione dei lipidi della membrana cellulare, e parimenti di inibire la sintesi di MDA.