Gli studi seguenti mostrano l'efficacia della Ginpent ® nell'inibire l'aggregazione piastrinica, che è alla base dei coaguli intravasali sia nell'uomo che negli animali, nonchè la capacità di prevenire l'accumulo di placche ateromatose nelle arterie (aterosclerosi).
In sintesi i risultati di queste ricerche indicano che la Ginpent ® è in grado di prevenire la trombosi cerebrale, da cui deriva il colpo apoplettico, e la trombosi delle coronarie, cui dipende l'infarto cardiaco.
Tan et Al. del Guangzhou Medical College hanno osservato un'attività anti-trombotica dell'estratto acquoso di Ginpent ® sia in vivo che in vitro, scoprendo che la sostanza inibisce significativamente l'aggregazione piastrinica provocata dall'ADP e composti antagonisti, accellera la disaggregazione delle stesse piastrine e inibisce effettivamente la trombosi sperimentale.
L'effetto ritardante della Ginpent ® su PT, KPTT, TT, AT, RVV-RT, RVV-CT suggerisce che quest'erba è in grado di ritardare su vari livelli i fenomeni della coagulazione.
Pertanto non è consigliabile l'assunzione contemporanea di gipenosidi e farmaci ad effetto ritardante la coagulazione, quali ad esempio i FANS.
Wu et Al. hanno dimostrato che i gipenosidi inibiscono l'aggregazione piastrinica nel ratto indotta dall'ADP attraverso l'elevazione dell'AMP ciclico e che inibiscono il rilascio di fattori attivi dalle piastrine. Essi inoltre hanno riportato che i gipenosidi prevengono nei ratti la formazione di trombi e che inibiscono la liberazione di sostanze inerenti la trombosi, quali la 6-keto PFG1a dall'aorta e la TXB2 dalle piastrine.
Yu et Al. hanno eseguito una sperimentazione su 56 persone in buona salute e 44 soggetti affetti da malattie cardiovascolari. I risultati dimostrano che una singola dose di Ginpent ® (contenente 30 mg/ml di gipenosidi), 1 ml/kg di peso corporeo per via orale, inibiva l'aggregazione piastrinica e ne facilitava la disaggregazione delle stesse, confermando in tal modo l'effetto antitrombotico.