Esistono tre tradizioni distinte nell'uso della STEVIA. La prima riguarda l'intensificazione del sapore, la seconda il suo uso come infuso e la terza come medicinale. L'impulso originario che ha portato allo sviluppo dello studio della STEVIA fu la scoperta da parte di Bertoni che la pianta possedeva una straordinaria dolcezza. Si calcola che una bella foglia sia trenta volte più dolce dello zucchero di canna o saccarosio.
I costituenti attivi della STEVIA sono considerati dai principali esperti dell'alimentazione mondiali come i "Dolcificanti del futuro" . per questo motivo ogni nuova scoperta relativa alla STEVIA è attesa con ansia ed analizzata in modo completo. I paesi in cui i dolcificanti artificiali sono sul punto di essere banditi stanno disperatamente cercando nuovi dolcificanti, sicuri e non calorici. E in altri paesi le ditte che detengono i diritti esclusivi sui dolcificanti attualmente in uso sono estremamente preoccupate dell'avvento dei nuovi e più sicuri dolcificanti sui quali esse non avranno controllo. Per queste ditte la comparsa di un dolcificante del tutto naturale e non brevettabile è l'ultima sventura. STEVIA, che lo vogliano o no, un giorno avrà un enorme impatto sui paesi di tutto il mondo. Le forze necessarie dovranno allora essere propriamente schierate, la furia incalzante delle mega imprese dovrà essere tenuta a freno dai governi interessati e la fornitura di STEVIA dovrà aumentare al fine di fronteggiare l'enorme domanda.
Gli steviosidi e rebaudiosidi sono i costituenti principali del glucoside diterpene con diverse molecole dello zucchero annesse, come riscontrato nelle foglie della pianta STEVIA. Estratti, essi sono attualmente usati come agenti dolcificanti in diversi paesi, tra i quali Giappone, Cina, Corea, Taiwan, Israele, Uruguay, Brasile e Paraguay. In Giappone la commercializzazione della STEVIA fu molto rapida ed iniziò con la messa al bando di dolcificanti artificiali negli anni '60. Nel 1970 l'Istituto Nazionale della Sanità giapponese iniziò ad importare la STEVIA per studiarla e nel 1980 veniva usata in centinaia di prodotti alimentari in tutto il paese.
Questo è un notevole progresso se si considera che solo nel 1921 gli scienziati stavano semplicemente dando un nome al costituente principale (stevioside) e la molecola non fu accuratamente descritta fino al 1931 quando venne definita come una polvere bianca, cristallina, igroscopica, circa 300 volte più dolce della canna da zucchero e fu solo nel 1955 che i primi studi vennero ripresi ed ampliati. Entro il 1963 le complete strutture chimiche delle molecole attive della STEVIA furono finalmente determinate. Il fatto poi che da tale condizione la STEVIA divenne il principale dolcificante entro la metà degli anni '70 è davvero stupefacente, un fatto che non sarebbe stato assolutamente possibile negli Stati Uniti o in Europa. Oggi, i giapponesi, che coltivano la STEVIA in modo estensivo nel loro paese, vorrebbero che altri paesi ne facessero uso così la potrebbero esportare e l'ironia è che i giapponesi non hanno problemi di peso come noi e perciò non sono avversi ad un abbondante uso del vecchio zucchero. Eppure essi hanno accesso, con la STEVIA, ad uno dei migliori sostituti dello zucchero.
L'attenzione principale è rivolta agli steviosidi, ma la ricerca ha dimostrato che i rebaudiosidi hanno un sapore migliore anche se presenti in minor quantità. Un rebaudioside in particolare, il Rebaudioside A, sembra essere di gran lunga superiore. Si calcola che il suo potere dolcificante sia il 30% più alto di quello dello stevioside. In Giappone sono in corso studi relativi alla selezione genetica di questo costituente. Secondo talune fonti tuttavia le piantagioni dei Guarani in Paraguay probabilmente contengono la STEVIA a foglia intera dal gusto migliore.