Perché è importante tagliare bene l’erba del prato?

Perché è l’operazione che si effettua con maggior frequenza sull’erba. Se la conducete male, l’erba ne risente e il prato diventa brutto, si ammala, si dirada e deve essere riseminato.

Ma è proprio necessario tagliare l’erba? Sì, perché se non la tagliate, l’erba cresce troppo e impedisce di vivere sul prato. Inoltre l’erba fiorirebbe, indebolendosi e crescendo solo in altezza e non in larghezza. Così si formerebbero chiazze di terra nuda su cui nascerebbero le malerbe.

  • Il primo taglio di stagione va fatto in marzo nel Sud, in aprile nel Nord, quando l’erba ha superato i 6-7 cm d’altezza e la temperatura diurna è stabile sui 15-16 °C. Questo taglio non deve rimuovere più del 30% dell’altezza totale dell’erba.
  • Da aprile o maggio, con l’erba che sta crescendo bene, abbassate l’altezza di taglio (lasciando in media 3-4 cm d’altezza dell’erba), asportando a ogni taglio fino al 40% degli steli d’erba.
  • Verso la fine di giugno, il caldo eccessivo fa soffrire l’erba tagliata troppo bassa. Quindi, fino alla fine di agosto, rialzate l’altezza di taglio di 1-2 cm e diradate gli interventi (almeno 10 giorni fra un taglio e il successivo).
  • Da settembre, con il clima più dolce, riprendete a tagliare come in primavera.
  • L’ultimo taglio prima dell’inverno, tra fine ottobre e inizio novembre, quando l’erba ha quasi smesso di crescere, va fatto piuttosto basso (1-2 cm in meno rispetto alla primavera-autunno), perché così l’erba resiste meglio al freddo e al maltempo.
  • Quante volte nella stagione si taglia l’erba? Non esiste una regola fissa, perché dipende dal tipo di miscuglio di sementi, dal calpestamento, dal meteo, dalle concimazioni e dall’irrigazione. Come regola generale, è meglio intervenire abbastanza spesso (ogni 5-10 giorni), ma tagliando poco (1-2 cm). Ancora più in generale, tagliate quando le foglioline si sono allungate di almeno 3 cm rispetto al taglio precedente.

Cose da non fare

  • Non falciate quando il terreno è secco e asciutto, perché l’erba si debilita: azionate l’irrigazione 24 ore prima.
  • Non tosate quando il prato è bagnato per la pioggia o l’irrigazione, perché dai tagli fogliari possono svilupparsi le malattie fungine, e perché lo sfalcio s’impasta sulle lame del tosaerba.
  • Non usate lame senza filo: le lame non affilate sfilacciano l’erba che sulle punte prende un orribile color giallo-secco.
  • Non procedete col tosaerba a casaccio: andate per file parallele e in senso “andata e ritorno” per ottenere l’effetto a strisce in “chiaro-scuro”, tipico dei campi da calcio.
  • Non avvicinatevi troppo ad aiuole, tronchi di alberi e arbusti, manufatti, per non danneggiarli. In queste zone delicate utilizzate la forbice rifilabordi o il trimmer.

Non lasciate il residuo di taglio sull’erba: se il tosaerba non ha il cestello raccoglitore né il mulching, dovete rastrellare lo sfalcio e raccoglierlo, perché altrimenti soffoca gli steli d’erba. Poi potete gettarlo nel cassonetto dell’organico, o meglio distribuirlo sotto gli arbusti da siepe, dove si decomporrà per diventare un buon concime. Se invece il tosaerba ha la funzione mulching, lasciate lo sfalcio sull’erba senza problemi.

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