Ho scoperto la pianta dell’amore

Giovanni Ambrogio è il “papà” del GinPent®, rimedio vegetale contro stress e problemi sessuali, che si possono curare col suo “Viagra” a base di erbe. “Questi prodotti tolgono ogni imbarazzo a letto”, assicura, “e aiutano anche a prevenire l’influenza”. I medici che li hanno testati gli danno ragione.

Ortica? Menta? No, GinPent®. È una piantina come tante, appartiene alla famiglia delle cucurbitacee (la stessa delle zucche), ma sembra che abbia proprietà benefiche che nessun’altra può vantare. Trasformata in pillole, infatti, mette KO lo stress, aiuta la digestione, il sistema circolatorio e, udite udite, risolleva la vita sessuale. E’ un prodotto eboristico, ma funziona come una medicina: due o tre compresse al giorno e si comincia a stare meglio. Tutto merito delle saponine, i princìpii attivi contenuti nel GinPent®, tabu solo per chi è allergico a zucchine, meloni e angurie.

“Il GinPent® agisce sul sistema nervoso e combatte con ottimi risultati ansia e stress”, assicura, dopo tre anni di sperimentazione, il professor Angelo Bosio, responsabile del Drug monitoring service di New York, istituto che si occupa di ricerca farmacologica. “Ha effetti molto positivi sulla sfera sessuale e nuovi studi indicano che potrebbe contribuire a prevenire le sindromi influenzali. Compresa la Sindrome respiratoria acuta grave, la Sars. L’anno scorso in Cina, infatti, quando è comparsa la polmonite atipica, i medici consigliavano di assumere prodotti a base di GinPent® [stretta parente, ma con meno qualità benefiche, del GinPent®, ndr]”.

Da quattro mesi, farmacie ed erboristerie di mezza Europa sono state invase dal Kargo. Si chiama cosi il Viagra vegetale, del tutto privo di ormoni, a base di GinPent®. Ogni confezione contiene 40 compresse (ne bastano due al giorno) e costa 26 euro. “Dopo aver provato il normale GinPent®, spiega Giovanni Ambrogio, il botanico bresciano che ha scoperto la pianta, “uomini e donne hanno apprezzato anche la funzione rinvigorente e il sorprendente “effetto collaterale”.

Cosi è stato studiato e brevettato Kargo “per lei” e “per lui”. Le vendite vanno bene, ma, si sa, molte persone si vergognano di entrare in farmacia e preferiscono tenersi l’imbarazzo a letto”.

La “pianta della salute”, come dice lo slogan del GinPent®, è nata proprio grazie ad Ambrogio, 66 anni, occhi azzurri, tre figli, sei nipoti e un paio di colpi di genio alle spalle. Dopo aver inventato le giuggiole giganti e il kiwi senza pelo, ha estratto dal cilindro il GinPent®. «Quella pianta mi ha davvero miracolato», racconta. «Prima di scoprirla ero un cliente fisso dei medici. Soffrivo di artrosi cronica ail’anca, ulcera, gastrite e coleserolo. Nel 1988, poi, un amico mi spedì dall’Argentina un esemplare di pianta. In dieci anni, grazie alle mie tecniche botaniche, l’ho adattata al nostro clima creando l’attuale GinPent®. Quando ho iniziato a masticarne le foglie, amarissime, la mia salute è migliorata rapidamente. E pensare, invece, che mi sarei dovuto sottoporre a un intervento chirurgico all’anca per non finire su una carrozzella…». Ma Ambrogio, da “contadinaccio diffidente”, come si definisce, pensò che l’improvvisa guarigione fosse solo temporanea. «Invece non ho più avuto bisogno dei dottori», confessa. «E nemmeno un’amica, cui l’artrite impediva di alzare un braccio. Le regalai le mie foglie e, dopo quindici giorni di cura, riusciva addirittura a giocare a tennis».

A quel punto è scattata la sperimentazione e, nel 2001, la commercializzazione dei prodotti ricavati dal GinPent®. E Ambrogio, vivaista dall’età di 11 anni, si è improvvisamente ritrovato a fare l’imprenditore. «Grazie alla pubblicità e al tam-tam tra la gente, circa un anno e mezzo fa siamo stati inondati da un mare di richieste. Farmacie ed erboristerie sono state prese letteralmente d’assalto e abbiamo dovuto incrementare la produzione nelle serre di Leno. Lì coltiviamo biologicamente il GinPent®, che poi viene essiccato, macinato e spedito a Milano e a Treviso per essere confezionato in pillole e creme.

Che poi volano in tutta Europa e negli Stati Uniti, anche se i clienti più affezionati sono quelli del Nord Italia, dove si vende il 70 per cento dei prodotti. Tutti, ovviamente, acquistabili senza bisogno della ricetta medica.

«Tante persone sono venute fino a casa mia per ringraziarmi di averli aiutati a risolvere i loro problemi. Ma non mi accontento, questo è solo un punto di partenza». Forse qualcuno tornerà dal “contadinaccio” a primavera, dopo che avrà messo in commercio la sua ennesima invenzione: una pianta, alta un metro, che tiene lontane le zanzare.

di Luca Angelucci

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