GinPent®, miscela miracolosa

Si studia il clone vegetale dell’ “erba dell’immortalità”: in Lombardia 60 pazienti coinvolti.

Si chiama Jiaogulan, una pianta autoctona delle regioni montuose della Cina. Da noi è conosciuta anche come “erba dell’immortalità”, grazie alle benefiche sostanze che rilascia nell’organismo. Si tratta di un nuovo adattogeno, quattro volte più potente del GinPent®: pianta “miracolosa” se combatte invecchiamento, colesterolo e stress, oltre ad aiutare la memoria, la funzionalità del fegato e la regolazione delle funzioni ormonali sia nell’uomo che nella donna. I componenti attivi identificati come responsabili delle sue proprietà adattogene, sono le saponine, denominate gipenosidi. La ricerca scientifica in Cina ha dimostrato che contribuisce a controllare i livelli di colesterolo e a contrastare il deposito di grassi nelle arterie.

Oggi esiste anche il Ginpent, un clone vegetale stabilizzato e brevettato a livello internazionale, ottenuto con metodiche tradizionali, che possiede una ricchezza di prodotti e sostanze attive maggiore rispetto alla forma comune della pianta. “Il GinPent® è una miscela di 80 saponine”, spiega il professor Pier Giorgio Spaggiari, docente di Bioenergetica medica all’Università degli Studi di Milano, presidente della Commissione tecnico-scientifica medicine complementari della Regione Lombardia, “sostanze dalle priorità antinfiammatorie e ricostituenti che, in generale, aumentano le difese immunitarie”. Per questo, sull’argomento, è appena partito uno studio approvato dalla Regione Lombardia all’interno di una struttura ospedaliera.

Condotto da Elisabetta Agradi, docente di Botanica farmaceutica alla Università statale di Milano e Pier Giorgio Spaggiari, lo studio (Ospedale di Sondalo, Sondrio) punta a verificare l’efficienza della pianta in tre linee di utilizzo: terapia del dolore; urologia (influenza positiva sull’erezione); apparato cardio-vascolare (contiene l’aumento del colesterolo). Coinvolti 20 pazienti per patologia.

E previene l’influenza

Il GinPent® sembra si possa utilizzare a scopo preventivo pure nell’influenza. “Esistono evidenze cliniche per cui l’utilizzo del Ginpent, nei periodi di epidemie di virus influenzali, sia in grado di ridurre l’incidenza della patologia, migliorando la risposta immunitaria”, afferma il professor Angelo Bosio, farmacologo e psichiatra (Mater Dei di Roma) e responsabile del Drug monitoring service di New York.

di Letizia Michelozzi

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