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sensitiva – Mimosa pudica

La sensitiva (Mimosa pudica L.) è una pianta appartenente alla famiglia delle Mimosaceae (o Fabaceae secondo la classificazione APG)[2]. Deve il nome comune alla sua capacità di rispondere a stimoli tattili o alle vibrazioni richiudendo le foglie su se stesse (tigmonastia).

L’immagine del prodotto è puramente indicativa e ha lo scopo di rappresentare il prodotto.

DESCRIZIONE

h. 20/30 cm  (escluso vaso)
Vaso Ø 14 cm

  • Pianta = € 9,50
  • Piante = €. 28,50 € 25,50
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Descrizione

Mimosa pudica

La mimosa pudica è una pianta semilegnosa che appartiene alla famiglia delle Fabaceae. È originaria del Centro e Sud America, ma è stata introdotta in molte altre regioni dove è anche considerata specie invasiva, per esempio in Tanzania, Sud-Est asiatico e isole del Pacifico. E’  una pianta unica nel suo genere. Si distingue dalle altre per il particolare comportamento delle foglie, queste, infatti, si contraggono appena vengono toccate. Questa peculiarità ha fatto sì che alla pianta fossero attribuiti tanti nomi comuni. Tra questi: pianta sensibile, pianta umile, pianta timida, pianta dormiente e non toccarmi. Anche il nome botanico deriva proprio dal comportamento della pianta. Botanicamente parlando, infatti, la mimosa pudica si chiama semplicemente “sensitive”, termine inglese che significa ‘sensibile’. Nella nostra lingua ovvero in italiano, la mimosa pudica viene semplicemente chiamata sensibile o mimosa sensibile.

Sensibilità

Una caratteristica immediatamente evidente di questa pianta è la contrazione immediata delle sue foglie al minimo stimolo tattile, che causa anche un abbassamento dei rami più sottili. Questo movimento è definito tigmonastia.

I movimenti serali e notturni delle foglie si conoscono come nictinastia[5], e sono un esempio ben descritto di un ritmo circadiano vegetale regolato dalla luce. Il cambio di angolazione delle foglie paripennate è provocato dal cambio di turgore cellulare del pulvino, una struttura specializzata alla base del picciolo[6]; in pratica un meccanismo provocato per osmosi. La diffusione di ioni di K+ fa sì che la soluzione interna risulti ipertonica rispetto all’esterna e che si produca così un turgore cellulare. A seconda che esso abbia luogo nelle cellule flessorie o estensorie, le pinne delle foglie si aprono o si chiudono.

Il meccanismo si presenta ottimale come difesa contro i predatori che al ripiegarsi delle foglie si ritroveranno di fronte a una pianta apparentemente marcia, ma è anche funzionale alla limitazione di perdita di liquidi utili durante le ore di caldo eccessivo o per proteggersi dal vento riducendo la superficie esposta.

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Per approfondimenti: Wikipedia

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